// 25 February 2012 @ 2:45 PM // Nuotando nell’aria

Titolo: Nuotando nell’aria
Autore: Lizzie_Siddal
Link: EFP
Serie: Skins
Genere: introspettivo, fluff
Rating: R
Note: one-shot
Avvisi: missing moments, het, lime
Commento: Quando ho visto questa storia non volevo credere alla sua esistenza, quando l’ho letta, mi sono sciolta. Lizzie ha il dono di rendere i personaggi perfettamente in character, riuscendo in un’introspezione che lascia senza fiato. Con uno stile senza fronzoli - con l’inconfondibile stile che amo enormemente di quest’autrice che ho avuto il piacere di vedere crescere enormemente nel corso degli anni - è riuscita a scrivere del rapporto di Cassie e Sid, ma soprattutto di Cassie. Adoro questa coppia, adoro questi personaggi: per me Skins èCassie & Sid”, a mio avviso i migliori personaggi dell’intera serie. L’autrice è riuscita come di consueto a rendere giustizia a questi adolescenti, a mio avviso difficilissimi da gestire per la complessità psicologica di Cassie, che rischia di scivolare in un’autocommiserazione ridicola se non si è in grado di scandagliarla a fondo, cosa in cui Lizzie invece, riesce senza problemi, dando loro una sfumatura nuova, una morbidezza dolce e delicata, così come la storia che ha raccontato.
L’autrice ha un’indubbia capacità di creare bellissimi missing moments: i suoi cammei sono perle che possono fare tranquillamente parte della narrazione originale senza crearne sfasature o alterarla.
Come non citare la frase più emblematica e dolce dell’intera storia?
Tipico di Cassie notare subito ciò che è invisibile agli occhi” in una citazione tratta da “Il piccolo principe” che sembra creata per la giovane Cassie.
Impossibile non innamorarsi di questa storia, che vi farà giungere all’ultima riga con un grandissimo “Oh, wow!” per la facilità con cui l’autrice accompagna per mano i lettore attraverso una storia dolce, che riesce a brillare per la freschezza con cui si presenta.


tags: #telefilm: skins




1 note // 25 February 2012 @ 2:37 PM // La moglie del soldato

Titolo: La moglie del soldato
Autore: Callie_Stephanides
Link: EFP
Serie: Harry Potter
Genere: angst, guerra, sentimentale
Rating: R
Note: het, lime, one-shot
Avvisi: what if…?
Commento: Recensire un’autrice come Sara in modo decoroso, inizia a essere una dura prova, perché è difficile trovare parole che possano colmare un niente di spazio lasciato da un altissimo livello narrativo. Raccontare cosa mi ha lasciato questa storia è davvero complesso, perché la maestria e la maturità che ha dimostrato l’autrice con questa intesa one-shot mi ha lasciata a piangere d’amore per mezz’ora buona, in ufficio, durante la pausa pranzo. Questa storia si annovera tra le migliori che Sara abbia mai scritto, probabilmente in questo fandom la più intensa e matura, con una cura per i caratteri, il background e la narrazione che incantano. Con questo non voglio dire che le altre non siano curate, ma che questa nasconde una grandissima fetta dell’autrice (inteso come Io) che sta sbocciando in questo periodo, e semplicemente la sua trasformazione da bruco a farfalla è una cosa che mi emoziona al pari delle tue storie. Ma ora passiamo alla storia.
Ne fanno da padrone le atmosfere cupe, disperate, impavide, a cui ci ha abituati nelle sue ultime storie, ma della crudeltà della Durmstrang de “L’ossimoro del Biancospino” non c’è nulla qui. E’ un ipotetico finale che mi ha fatta saltare sulla sedia per il suo realismo (io continuo a vivere in un limbo in cui il settimo libro non è mai stato scritto, per dire), e che ci ha offerto in modo assolutamente autentico e vero. L’ambientazione di questa one-shot vale di per sé un grandissimo plauso: del Mondo Magico - del Mondo in genere - non è rimasto nulla, in un’atmosfera “apocalittica” in cui la popolazione è decimata, in cui gli eroi ancora esistono e La Resistenza è quella che abbiamo visto fronteggiare interi eserciti nei film, nei romanzi e, in modo forse meno pittoresco ma di certo più crudo e vero, che abbiamo studiato nei libri di storia. Quella che Sara ci presenta è la storia degli adulti, con un passato sulle spalle che li ha visti morire ragazzini per poter fronteggiare altre morti, altri addii e una guerra che combattono da quasi due decenni. Il ghiaccio spettrale, la durezza delle fiere, le lande fatte di natura selvaggia e nulla, il baluardo della speranza rappresentato da Neville, sono la manifestazione fisica della solitudine di questi ragazzini diventati eroi per costrizione, qualcuno forse per scelta. Ogni parola, ogni singola frase è straziante, lacera e scava - parola dopo parola - sino a toccare la carne viva.
Impossibile non citare la forza dell’incontro tra Hermione e Viktor dopo la morte di Ron.
Impossibile non piangere e commuoversi per tutto quel dolore, per la disperazione di una bambola spezzata, per l’amore dolce e delicato di cui è capace il suo soldato.
Il suo principe.
Impossibile, soprattutto, non riconoscere la Hermione di Sara - Hermione, semplicemente - fatta di tenacia e carne, fatta di passione e vita, fatta soprattutto di (e dalle) azioni. Hermione non si spezza mai. E’ piegata e lacerata dal dolore, straizata nel corpo e nell’anima, ma ha bisogno di sentirsi di nuovo viva, di non arrendersi come non l’ha mai fatto per tutta la sua esistenza. Hermione rasata a zero; Hermione e la cicatrice che porta sulla schiena; Hermione e l’amore totalitario per Viktor, per un uomo che avrebbe dato la vita e che continua, ancora, a rischiarla, non per la donna che ama ma per avere ancora qualche ora da consumare con lei.
Hermione e Viktor, che non hanno nulla di due adolescenti ma vivono l’amore passionale di chi sa che ogni attimo può essere l’ultimo insieme, l’ultimo nel quale perdersi in un abbraccio o un bacio.
Viktor ed Hermione, in ogni loro scena, ne sono gli indiscussi protagonisti e, maggiormente, lo è la bramosia del loro amore, che odora di morte e paura di non avere più tempo a disposizione. E’ l’amore fugace e vero di chi ha visto la morte e conosce l’effimera proprietà dell’esistenza.
La chiusa? Un inno alla forza d’animo di Hermione: un soldato al fianco di un altro uomo, senza Harry, senza Ron, sola contro il mondo che li ha divorati, attendendo il ritorno di Viktor.
Vive, Hermione, perché sa che la morte potrebbe arrivare e portarsi via Viktor.
Vive, Viktor, perché sa che potrebbe non rivederla.
Eppure il loro ritrovarsi non scade in patetismi, ma possiede la stessa forza che spinge ogni loro azione: non ci sono lacrime, ma gesti. Non c’è dolcezza, ma determinazione e certezza. L’appartenersi, il ritrovarsi, la guerra e il combattere, sono il loro pane quotidiano.
E’ la storia dei ragazzini che furono e degli adulti che sono, una storia dura, violenta, disperata.
Una storia di guerra, grondante amore e dolore.
Una storia, soprattutto, che regala la più immensa delle verità: che la tenacia può sconfiggere qualsiasi cosa e rendere perfetto anche l’amore più incerto.
Questa storia, nel suo raccontare la morte e la perdita, è uno straordinario e straziante inno alla vita.


tags: #libri: harry potter




1 note // 25 February 2012 @ 2:27 PM // The walking dead

Titolo: The walking dead
Autore: Alih
Link: EFP
Serie: American Horror Story
Genere: introspettivo
Rating: PG-13 
Note: one-shot
Avvisi: missing moments, what if…?
Commento: Continuo a stupirmi che vengano snobbate storie come questa su un archivio come EFP, perché sono quelle per cui vale la pena leggere e scrivere. Questa oneshot è permeata di una malinconia fortissima: più della rabbia, che sarebbe anche risultata scontata, è la nostalgia a fare da padrone, la malinconica consapevolezza di essere prigionieri di una non-vita, dei sedici anni in cui sono rimasti incastrati i giovani liceali di Westfield. I piccoli studenti si riversano lungo le strade di Los Angeles la notte di Halloween, provano a vivere - continuano a vivere, per lo meno, dal punto in cui si erano interrotti - e vanno avanti tra i ricordi e nello scorrere del tempo, annaspano in cerca dei volti di chi hanno amato e di chi odiano, nella memoria sbiadita dagli anni. E’ una storia intensa e toccante, che lascia spazio a una narrazione corale che la rende perfetta sia nel ritmo narrativo che nella sua struttura, dando voce a tutti i suoi protagonisti in un lasso temporale che copre quasi dieci anni. Ho trovato perfettamente caratterizzati tutti i personaggi, anche se un occhio di riguardo va riservato a Kevin e a un colpo di scena che mi ha scaldato il cuore (e di cui, ovviamente, non vi anticipo nulla), che ammetto mi ha messo i brividi nella ripresa di questo rapporto che attraversa gli anni, dal 1994 al 2012, nella crescita di questa bambina sino alla sua adolescenza. Ottima scelta, che mi ha fatta applaudire al genio di questa trovata. Nulla da togliere a tutti i personaggi: intensi, ancorati al proprio passato, disperati in un presente da spettri che non lascia spazio a speranze per il futuro, costretti a vivere in eterno vedendo gli altri vivere e morire. L’autrice ha reso in maniera perfetta questa situazione, con sentimenti delicati e mai esagerati, senza scadere nell’autocommiserazione ma dando a ognuno di loro una grandissima dignità.


tags: #telefilm: american horror story